Aprile 2007
La scelta di diventare genitori, intrapresa circa 6 mesi fa, si sta rivelando un lungo percorso personale e di coppia nel riconoscermi prima di tutto come donna e come moglie.
Sto sperimentando e apprendendo che il dono della fecondità si accompagna ad una “proposta” chiara e concreta a cui la Vita stessa mi sta chiamando: quella di mettermi in gioco ogni giorno in una relazione generativa con me stessa, con mio marito e con gli altri.
Il tornare all’uso della “tabella”, dell’ascolto attivo del mio corpo, mi sta aiutando ad avvicinarmi alla consapevolezza di una femminilità, probabilmente mai cercata e vissuta.
Questi 6 mesi iniziati nella ricerca di un figlio – quasi fosse qualcosa di “esterno a me/a noi” – si stanno rivelando un tempo alla ricerca di un senso di famiglia non ancora esplorato, di un’identità di coppia che si sta consolidando.
A volte il percorso è molto faticoso, soprattutto nei momenti in cui le speranze vengono deluse all’inizio di un nuovo ciclo! Sto accettando con fatica che il disegno della Vita non posso controllarlo e sono grata anche a questi momenti di delusione perché ho potuto sperimentare la vitalità del mio corpo, che in genere è percepito come malato, fragile…incapace di essere generativo.
Ho la certezza che la creatura che verrà accolta nella nostra famiglia, nei modi e nei tempi in cui la Vita deciderà di donarcela, ci sta educando fin da ora ad essere padre e madre, preparandoci alla gratuità del donarci a lei; ci sta educando nel riconoscerla parte di noi ma anche autonoma da noi, nel rispetto dei tempi e dei bisogni che non sono i nostri.
Stefania